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Come migliorare i cibi proposti dal mercato


Noi siamo causa e anche effetto

Più passa il tempo, ed ormai ho sorpassato i 50 anni, e più mi rendo conto che il mio lavoro, è costituito, e di energie dedicate all’organizzazione, e di energie dedicate allo studio. É un mix fra studio e ricerca che ha uno scopo ben preciso. Richiamare all’attenzione più persone possibili, in merito alla necessità di conoscere gli ingredienti dei prodotti alimentari, quando facciamo la spesa.

Per quale motivo richiamare all’attenzione?

Acquistiamo e ci cibiamo di molti prodotti, dando per scontato, che se li troviamo in vendita sullo scaffale, essi siano inevitabilmente buoni, sani e controllati, ma non è così. Alcuni di essi, invece, contengono degli ingredienti , o delle componenti, che hanno effetti collaterali piuttosto pesanti. E allora la nostra domanda o il nostro pensiero è: Se sono proposti dal mercato, sicuramente saranno buoni e controllati; ed è proprio qui ci sbagliamo.

In Italia, paese dalle mille risorse, e dai cento mila problemi, dobbiamo pensare con razionalità che alcuni prodotti alimentari, pur essendo in vendita nel mercato, sono composti da ingredienti, che si potrebbero evitare tranquillamente, come per esempio l’infinita lista di ingredienti non consentiti in Agricoltura Biologica o in cibi biologici, come additivi e conservanti, e che i controlli multiresiduali, purtroppo vengono effettuati soltanto sui prodotti bio. Soltanto analisi microbiologiche, e niente multiresiduali, invece, in quelli che vengono considerati erroneamente prodotti “convenzionali”.

Per esempio non vengono effettuate analisi multiresiduali su nessun prodotto “convenzionale”, per capire se i limiti fissati per Legge (per i prodotti convenzionali) sono al di sotto o invece, come spesso ho constatato, al di sopra.

Perchè erroneamente chiamati convenzionali?

Per il semplice motivo che i prodotti che derivano dalla terra, attraverso trattamenti chimici di sintesi, per me sono PRODOTTI TRATTATI. Mentre il Biologico, da sempre, è il convenzionale. Un’altra categoria di micro-ingredienti che andrebbe conosciuta e valutata, al di là che sia permessa dalla Legge Europea, è l’infinita lista degli additivi e conservanti, normalmente utilizzata, negli alimenti, pur essendo, in buona parte, ingredienti con effetti collaterali, molto spesso, cattivi e poco raccomandabili.

Ma io che sono un consumatore, non mi posso accontentare del fatto che sia consentito o meno dalla Legge Europea. Li analizzo o li studio, perché sono per noi.

Si suddividono tra:

  • Coloranti (da E100 a E180);
  • Conservanti (da E200 a E285);
  • Antiossidanti e Acidificanti (da E300 a E 385);
  • Antiossidanti sintetici, Emulsionanti, Antiossidanti (da E400 a E495);
  • Esaltatori di sapidità (da E620 a E640);
  • Edulcoranti (da E950 a E967, E420, E421)
  • oltre agli additivi alimentari

Ecco perchè è importante riflettere sul fatto che noi siamo sia causa che effetto. Per fare un esempio semplice, possiamo utilizzare come oggetto del ragionamento 1 litro di olio extravergine d’oliva, che sul mercato varia di prezzo, dai 3€ ai 20€ al litro. È stato statisticamente provato che per produrre un litro di olio extravergine, anche convenzionale, servono minimo 5€ al litro, se trattasi di prodotto su grande scala di produzione. Raccogliere le olive, portarle al frantoio, spremere l’olio, imbottigliarlo, e tutto il contorno di attività, sono la prova concreta, che al di sotto di 6€ al litro, l’olio è senza dubbi tagliato con altri ingredienti, o non è olio extravergine d’oliva.

Se noi abbiamo questa conoscenza, e non acquistiamo l’olio, marchiato extravergine, che invece non lo è, il mercato stesso, sarà costretto a cambiare.

Quindi noi consumatori siamo piena causa, ma anche effetto, di ciò che il mercato propone.

Celarsi con la solita scusa, che oggi non ci sono soldi, e quindi pensare che 1 litro di Olio Extravergine di Oliva venduto 7€ al litro, esso sia caro, rispetto a quelli di 3€ che si trova sullo scaffale, è un grande errore che purtroppo stiamo già pagando caro, ma che in futuro peggiorerà ancora di più la situazione. Quindi cerchiamo di essere maggiormente EFFETTO, così cambieremo l’offerta e il mercato stesso.

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Gaetano Mirandola

Amministratore

By | 2015-06-04T11:49:18+00:00 March 11th, 2014|BIOmail, News|Commenti disabilitati su Come migliorare i cibi proposti dal mercato

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